LA STORIA DEL PALIO SAN GIORGIO
Era il 1982 e nel quartiere Valera, piccola frazione di Varedo, un paesino della bassa Brianza, è nato il Palio S. Giorgio :una festa che si è ingrandita ed è diventata sempre più bella rendendo orgogliosi gli abitanti di questo paese.
Alcune persone
svolgevano varie attività all’interno dell’oratorio, ma cosa più
importante, si occupavano della S.Giorgio, squadra di
calcio della parrocchia. Le partite di questa squadra erano l’unica attrattiva
della frazione e il solo evento che richiamasse persone all’oratorio, anche se
non in maniera elevata. Essi pensavano che fosse necessario trovare un modo per
attirare e coinvolgere nelle attività oratoriali più abitanti possibile. Questo
era importante perché c’era il forte desiderio di avere una nuova chiesa, una nuova struttura dove far giocare i
bambini; questa si sarebbe realizzata solo grazie alle sovvenzioni della Curia,
la quale avrebbe offerto il proprio sussidio venendo a conoscenza di una forte
partecipazione all’interno dell’ambiente religioso.
Oltre a tutto ciò, questi pochi uomini che si occupavano
dell’oratorio, organizzavano una raccolta a domicilio della carta e del ferro per sostenere la squadra di
calcio, cioè comprare le divise e pagare le trasferte. Chiaramente i soldi
guadagnati non erano sufficienti per realizzare i loro progetti, così
necessitavano fondi ulteriori per sostenerne la spesa.
L’idea di organizzare una festa, che servisse a risolvere
i vari problemi che c’erano, venne accettata da tutte le persone coinvolte in
tali attività.
La festa sarebbe durata una settimana, precisamente
l’ultima di Maggio, mese dedicato alla
Madonna e colmo di eventi religiosi; il parroco di allora, Don Enrico, volle
che tale festa terminasse con la processione del Mese Mariano, la quale avrebbe
coinciso con la festa della parrocchia, in modo che le persone che si fossero
riversate nell’ambiente oratoriale avessero preso parte a questa funzione,
almeno questa era l’aspettativa.
Le quattro persone che idearono la festa pensarono che
fosse giusto dividere la frazione in quattro contrade , in modo tale che ognuna
di loro appartenesse ad una contrada diversa.
Il quartiere fu ripartito idealmente in quattro zone, non del tutto regolari, ma a
grandi linee con lo stesso numero di persone. Ogni contrada venne chiamata con
un nome di uccello e le fu assegnato un colore: alla contrada dell’ Airone il
colore verde, a quella del Condor il colore rosso , a quella del Falco il blu e
alla contrada del Grifone il colore giallo.
Tramite volantinaggio si avvertì la comunità dell’
organizzazione della festa, fin dal primo anno la gente fu entusiasta
dell’iniziativa, contenta di impiegare le proprie serate in maniera diversa, di
poter incontrare persone e interagire con loro in una situazione che non fosse
la fila al negozio per fare la spesa o il caffè al bar.
Lo scopo iniziale di sensibilizzare e coinvolgere gli
abitanti alla vita oratoriale si raggiunse fin dal primo giorno in quanto una
delle gare della serata d’apertura era quella di portare il maggior numero di contradaioli all’interno dell’oratorio. Per gli
organizzatori fu una grande soddisfazione vedere quasi l’intera comunità
accalcata fuori dai cancelli che attendeva il momento di entrare e impaziente
di dare il proprio contributo alla manifestazione. Ogni persona era
contraddistinta da una fascetta al braccio del colore della propria contrada
che avrebbe gettato all’interno di uno dei quattro contenitori situati agli
ingressi dell’oratorio; la contrada che avrebbe portato il maggior numero di
fascette si sarebbe aggiudicata i primi quattro punti nella classifica del Palio S.Giorgio.
La settimana continuava con una rassegna di giochi che
coinvolgevano i bambini, i giovani, gli adulti e persino le persone
anziane.
Le gare che entusiasmavano maggiormente erano sicuramente
quelle di squadra; prima che iniziasse il Palio ogni contrada si accaparrava
gli atleti migliori del proprio territorio e incominciava a organizzare le
squadre di calcio nelle due fasce d’età : i piccoli, in età scolare fino alla
terza media, e i grandi, rappresentati dai ragazzi maggiorenni; oltre al calcio
vi era la pallavolo e la pallacanestro sia maschile che femminile, giocati per
lo più da ragazzi e ragazze ventenni. Questi sport portavano molta allegria
all’interno dell’oratorio, ma anche tanta sana competizione, che infervorava
gli animi dei contradaioli, soprattutto i bambini si
lasciavano trasportare da questo clima festaiolo, entusiasmante ed
appassionante. Creavano striscioni, facevano il tifo per i loro amici, li
accompagnavano durante le sfide cantando slogan e suonando trombe.
Gli stessi bambini che giocavano a calcio insieme ad altri
coetanei che non partecipavano agli incontri di squadra erano impiegati nei
giochi della domenica, ovvero gare che si tenevano e che si svolgono ancor oggi
nel pomeriggio delle due domeniche della settimana del Palio. Sono competizioni
divertenti per di più gareggiate dai piccoli, come ad esempio nel gioco della gimkana dove un concorrente deve eseguire un percorso in
bicicletta senza commettere penalità; i bambini di allora, come quelli di
adesso si impegnano molto per far guadagnare dei punti preziosi alla propria
contrada, per loro è una considerevole sfida e soprattutto una grossa
responsabilità, poiché per una settimana si sentono molto importanti,
consapevoli di dare un grosso contributo alla gara per la vittoria del Palio.
Anche le persone anziane davano il loro sostegno per vincere il Palio S.Giorgio,
avevano un ruolo determinante, in quanto vi erano dei giochi dedicati a loro,
come ad esempio la gara di scopa d’assi e di scala quaranta; in questa maniera
si sentivano parti integranti della contrada , oltre al fatto molto importante
di passare serate spensierate in compagnia di amici e di divertirsi giocando.
In ventun’ anni di Palio i giochi non hanno subito grossi
cambiamenti, quelli di squadra sono sempre molto apprezzati , anche se alcune
discipline non ci sono più come, ad
esempio, la pallacanestro femminile e la pallavolo maschile; quelli che mutano
maggiormente sono i giochi della domenica , i quali vengono rinnovati anno per
anno. Si cerca così di portare un pizzico di novità nella manifestazione.
Parlando di novità, delle grosse innovazioni si ebbero nel
secondo anno di Palio, dove il parroco, insieme ad altri suoi collaboratori,
stilarono uno statuto, nel quale vennero raccolte le regole da rispettare
durante la manifestazione.
In tale documento, ancor oggi in vigore, vengono
presentati diciotto articoli, dove si annuncia che, per volere del parroco, avallato del Consiglio
Pastorale, si costituisce il “Comitato
Festa Patronale”, il quale ha il compito di affiancare il prete per
solennizzare al meglio il Mese Mariano, che termina con la festa patronale.
Negli articoli successivi si tiene conto del fatto che il
“Comitato Festa Patronale” avrebbe organizzato il Palio S.Giorgio,
tanto che, a distanza di qualche anno, avrebbe assunto proprio il nome di
“Comitato Palio S.Giorgio”. Tale organizzazione dura
in carica un anno entro e non oltre il 15 di Febbraio di ogni anno, è formata
dal parroco e da sedici componenti, precisamente due per ogni contrada nominati
dal prete e gli otto restanti nominati dalle rispettive contrade.
Il “Comitato Palio” delibera su tutto ciò che è pertinente
alla festa patronale, le sedute, per essere valide, devono avere la presenza
della maggioranza dei componenti in carica. In seno al “Comitato Palio S.Giorgio” viene eletto il Presidente, il quale ha la
rappresentanza giuridico-legale in tutti gli atti
interni ed esterni e la facoltà di convocare e coordinare il Comitato.
Il Vice-presidente sostituisce a tutti gli effetti il
presidente nel corso d’impedimento; altro componente nominato dall’organo è il
Segretario, che redige i verbali delle riunioni
e notifica gli avvisi di convocazione contenente l’ordine del giorno.
Il Tesoriere ha il compito di tenere la contabilità e di
preparare il bilancio annuale da presentare al Comitato per l’approvazione
entro e non oltre la fine di giugno di ogni anno. Il bilancio, dopo
l’approvazione, viene controllato da quattro revisori, esterni al Comitato e
nominati dalle contrade, e reso pubblico.
Ultima figura nominata dall’organo è il Coordinatore Organizzativo, che ha la
funzione di coordinare tutte le fasi delle manifestazioni esterne, in stretto
rapporto con il Comitato, i Capitani di contrada e i Giudici.
Le contrade si organizzano in maniera autonoma nominando
ciascuna un capitano, il quale deve avere rapporti diretti con il Comitato e
coordinare la propria contrada. Ogni capitano nell’assumere l’incarico, in
occasione dell’apertura ufficiale del Palio, presta solenne giuramento di
lealtà verso le altre contrade e di fedeltà al principio ispiratore del Palio,
ovvero: “coinvolgere tutto il quartiere
a partecipare alla festa, riscoprendo e solidificando quei valori di gioia e di
fratellanza che sono prerogativa del Cristianesimo”.
Tutte le fasi della manifestazione sono arbitrate da una
giuria inappellabile.
La stessa può farsi coordinare da arbitri di settori
diversi; la giuria è formata da cinque componenti , nominati uno per ogni
contrada dalle stesse e uno nominato dal Comitato con funzioni di
Giudice-Arbitro.
I confini di territorio delle contrade possono essere
modificati periodicamente in accordo con i capitani di contrada e il Comitato,
in modo da ripartire egualmente la popolazione per ogni contrada; la variazione
dei confini diventa obbligatoria qualora il numero degli abitanti di una zona
supera del dieci per cento quella della meno numerosa.
Un altro articolo, severamente osservato, sostiene che
coloro che possono partecipare al Palio S.Giorgio, e
più precisamente ai giochi, sono tutti i cittadini residenti, domiciliati e
comunque operanti nel quartiere o titolari di attività imprenditoriali e i
giovani frequentanti le scuole nell’ambito del territorio parrocchiale.
All’interno dello Statuto viene nominato un simbolo molto
importante del palio S.Giorgio : il gonfalone. Questo
è uno stendardo che riproduce San Giorgio la cui figura è circondata da tante
leggende. La sua immagine in sella a un cavallo mentre lotta con un drago è una
delle più note tipologie iconografiche della Cristianità. Si narra che il Santo avrebbe ucciso il drago
per salvare le vite umane dai sacrifici pretesi dalla bestia a costo che queste
si fossero battezzate.
Il gonfalone raffigura questa scena e i quattro colori
delle contrade, simboli di gioco, ma soprattutto di una sfida combattuta con
tenacia cercando di mantenere un forte legame con la Cristianità. Questo
stendardo viene consegnato alla contrada che ogni anno ha realizzato il maggior
punteggio. All’atto dell’assegnazione del Palio, la contrada vincitrice ne
assume la responsabilità della sua custodia sino alla successiva competizione.
Anche le contrade hanno una determinata struttura interna
formata da una gerarchia di persone che collaborano per garantire un buon
lavoro all’interno del rione e un buon procedimento della festa. Oltre alle
figure del Capitano e del Giudice, precedentemente descritte, vi sono altri
ruoli importanti all’interno di una contrada : il segretario che redige i
verbali delle riunioni di contrada e si occupa di convocare i contradaioli alle riunioni.
Il tesoriere ha il compito di gestire le entrate,
provenienti dalle offerte dei cittadini e dalle vendite di oggetti come
magliette, cappellini, bandiere e altro, e le uscite , quindi le spese
affrontate dalle contrade durante l’anno, per esempio la preparazione dei carri
allegorici oppure i vestiti usati durante lo spettacolo delle contrade. Da
qualche anno al fine di raccogliere fondi che servono per sostenere le spese, si organizzano delle
feste . Queste sono gestite interamente dai contradaioli,
durano due giorni, precisamente i week-end di giugno; gli spettacoli, i balli ,
l’orchestra, l’ottimo cibo e un puro e sano divertimento attirano l’intera comunità.
Tornando alla struttura della contrada , vi sono i quattro
rappresentanti del Comitato Palio, che hanno il compito di riportare , durante
le riunioni, le decisioni prese dall’ente organizzativo.
Nell’arco degli anni sono venute sempre più necessarie le
figure dei responsabili dei giochi, persone che si preoccupano di cercare i
concorrenti, formare le squadre e organizzarne gli allenamenti. Devono
preparare i giocatori nella maniera migliore, facendo rispettare le norme
attenendosi quindi al regolamento del gioco.
All’interno della contrada ci sono altre mansioni
ricoperte da un cospicuo numero di persone. Vi sono alcune che si prestano al
servizio di ristorazione; durante la settimana del Palio servono o lavorano in
cucina , preparano i piatti tipici delle feste paesane : dalla frittura di
pesce al panino con la salamella.
La gente che si ritrova per cenare durante la festa è sempre numerosa , per i volontari è faticoso prestare questo servizio, ma è anche un momento di svago e di collaborazione con persone di altre contrade, quindi un modo per socializzare e stare insieme.
Gli spettacoli folcloristici delle contrade coinvolgono il
resto delle persone che collaborano: alcune sono impegnate nella creazione
delle scenografie, altre nella realizzazione dei costumi di scena, qualcuna si
occupa delle coreografie dei balletti da insegnare ai ragazzi e ai bambini che
prendono parte allo spettacolo; questo si svolge durante la serata di apertura
e di chiusura del Palio, quindi il sabato sera e la domenica successiva. Con il
susseguirsi degli anni gli spettacoli hanno preso sempre più importanza e hanno
fatto assumere al Palio S.Giorgio più prestigio. La
gente che giunge ad assistere alla rappresentazione è ogni volta più numerosa,
ha manifestato nel tempo il proprio calore e la propria gratitudine verso
coloro che organizzano e realizzano questa manifestazione, non ha mai diminuito
la propria presenza, ma al contrario ha sempre ricambiato con la grande
partecipazione l’enorme impegno mostrato dalle contrade.
Verso il mese di gennaio, in ogni rione, si incomincia a
pensare al tema che caratterizzerà lo spettacolo del nuovo anno , questo
comporta un gran lavoro di documentazione e ricerca da parte di tutti i
collaboratori, da coloro che si occupano delle scenografie, a coloro che
pensano alle coreografie e ai costumi. A
volte per la scelta del tema ci si ispira a dei film o a delle fiabe, altre
volte, invece, si dà libero sfogo alla fantasia da cui nascono stupende storie,
che vengono realizzate con musiche bellissime e balletti che cercano di
emozionare ed esaltare sia gli spettatori che i ballerini .Le persone che
prendono parte allo spettacolo sono circa un centinaio per ogni contrada, per
loro è un grosso impegno perché le prove durano mesi in quanto tutto deve funzionare
alla perfezione, dai balletti, alle luci e scenografie. Il successo di questi
spettacoli è dato dalla buona riuscita della collaborazione tra organizzatori,
coreografi, scenografi, attori, autori, costumiste, tecnici luci e musiche. La
partecipazione è molto estesa, infatti, a differenza dei giochi, possono
prendere parte allo spettacolo anche le persone esterne al quartiere. La
rappresentazione dei due fine settimana è di richiamo per molti spettatori,
anche provenienti dai paesi limitrofi; dal 2002 sembra che il Palio stia
assumendo rilevanza regionale, infatti il tg di Raitre ha
trasmesso un servizio che presentava vari momenti dell’ultima giornata tra cui
la serata di chiusura.
Gli spettacoli delle contrade, un tempo, si svolgevano in mezzo al campo di calcio, ora, invece, vengono rappresentati nella nuova struttura oratoriale costruita nel 1998. Questo edificio comprende : la chiesa, un salone polifunzionale , gli appartamenti del Parroco e delle suore ausiliarie, e un oratorio di 7000 mq. costituito da un campo di calcio, uno di calcetto, uno di pallavolo e uno di pallacanestro e per i bambini è stato allestito un giardinetto con delle altalene, degli scivoli e altri giochi. Tale struttura è stata edificata grazie al ”Piano Edilizio Montini”, da cui si sono avute le sovvenzioni, e dalla tenace insistenza mostrata alla Curia dagli organizzatori e da tutte le persone che lavorano per il Palio S.Giorgio. L’Organo Religioso nell’arco degli anni è sempre stato vigile con l’intervento di rappresentanti, che hanno avuto il compito di controllare la vita parrocchiale e quindi di accertarsi della numerosa partecipazione alle iniziative religiose degli abitanti del quartiere.
Anche la comunità della Valera ha partecipato economicamente alla realizzazione della struttura e ha dato un grosso contributo affinché si concretizzasse al più presto . Oltre alle donazioni della gente, sono state ideate altre manifestazioni, utili per la raccolta di fondi, ma anche efficaci per far vivere l’oratorio e metterlo a disposizione delle persone in modo che queste possano giocare, chiacchierare, pregare, mangiare, ballare e soprattutto stare insieme. Valerathon, 36 ore per la Valera, è uno di questi momenti di aggregazione, è una festa molto simpatica che si tiene a metà Settembre e che dura 3 giorni: la sera del venerdì e del sabato e tutta la domenica. E’ un non stop di gare , giochi, tornei di calcio ed eventi culturali come gare di poesia , pittura e mostre di ogni genere, il tutto condito da un puro e sano divertimento.
Il Comitato Palio e tutte le persone che collaborano nelle contrade, organizzano il veglione di fine anno e il carnevale, due feste molto divertenti che offrono l’opportunità a intere famiglie di passare queste serate in compagnia, ballando e mangiando dell’ottimo cibo.
La disponibilità dei tanti volontari che prestano il loro servizio per la buona riuscita delle feste e il desiderio di dare il proprio contributo affinché all’interno della comunità si respiri allegria e tanta serenità, fanno sì che si rivivano, oltre alle numerose manifestazioni che si svolgono durante l'anno, anche tradizioni portate dai paesi di origine; un esempio può essere la festa del “Pan e Vin”, che avviene il 5 Gennaio di ogni anno. Durante questa ricorrenza si dà fuoco ad un’enorme catasta di legna con in cima una befana di paglia, formando un grande falò di circa 12 metri che riscalda i numerosi spettatori accorsi per assistere ad un evento che ormai è diventato parte integrante della storia della Valera. E’ di tradizione servire agli abitanti intervenuti alla festa il “vin brulè” e un tipico dolce veneto .
Gli eventi diventano, con l’andare del tempo, sempre più numerosi e, per fare in modo che le persone non dimentichino gli appuntamenti, si è pensato di donare a tutti gli abitanti del quartiere un calendario che contenga tutte le date delle manifestazioni, delle feste e delle ricorrenze religiose, in modo che ogni persona sia sempre anticipatamente messa al corrente di ciò che si svolge all’interno dell’oratorio.
Il Comitato Palio fa in modo che tutto ciò si realizzi al meglio affinché tutti i cittadini siano felici e orgogliosi della propria comunità.
Cattaneo Francesca